Un ispettore entra in azienda e chiede il documenti obbligatori sicurezza sul lavoro più importante: il DVR. Molti titolari di PMI, in quel momento, non sanno rispondere con certezza su data, firme e conservazione. Questo articolo risponde a dieci domande concrete su DVR, verbali, registri e cartelle sanitarie, con i riferimenti normativi che servono per non farsi trovare impreparati.
📌 Punti Chiave
- DVR: serve data certa, firma del datore di lavoro e, per provarla, anche di RSPP, RLS e medico competente.
- Nuova attività: valutazione da subito, documento scritto entro 90 giorni dall'inizio.
- Aggiornamento: rielaborazione immediata in caso di modifiche significative, documento entro 30 giorni.
- Formazione: registro addestramento e fascicolo del corso sono due documenti distinti, con obblighi di conservazione diversi.
- Cartella sanitaria: l'originale resta al datore di lavoro per almeno dieci anni.
Il DVR deve avere una data certa? Chi lo firma?
Sì. Il DVR deve avere data certa, come indicato da Cliclavoro sulla valutazione dei rischi e DVR. Può essere su supporto informatico oppure cartaceo.
La firma del datore di lavoro è obbligatoria. Per attestare la DVR data certa in modo inequivocabile, firmano anche RSPP, RLS e medico competente, come previsto dall'art. 28 comma 2 del D.Lgs. 81/08. Lo spiega bene anche questo approfondimento tecnico sul DVR.
Entro quando va fatto il DVR in una nuova azienda?
La valutazione dei rischi va fatta da subito, appena l'attività inizia. Il documento scritto, invece, deve essere redatto entro 90 giorni dall'avvio dell'attività, secondo l'art. 28 comma 3-bis.
Questo significa che non esiste un periodo di tolleranza senza valutazione: l'azienda deve già operare in sicurezza dal primo giorno, mentre il documento formalizza per scritto quanto già valutato.
Quando va aggiornato e in quanto tempo?
Il DVR va rielaborato immediatamente quando cambiano i rischi: nuove attrezzature, infortuni significativi, modifiche organizzative. Il documento aggiornato deve essere pronto entro 30 giorni, secondo l'art. 29.
Per una checklist operativa su cosa verificare prima di ogni revisione, può essere utile consultare la checklist completa del DVR e la guida DVR per PMI.
La riunione periodica richiede un verbale?
Sì, è obbligatorio. Dell'incontro tra datore di lavoro, RSPP, medico competente e RLS deve essere redatto un verbale, messo a disposizione dei partecipanti, come previsto dall'art. 35 comma 5 del D.Lgs. 81/08.
Il verbale non è un formalismo: documenta le decisioni prese su criteri di valutazione dei rischi, programmazione della prevenzione e scelte su dispositivi di protezione.
L'addestramento va registrato?
Sì. L'addestramento, diverso dalla formazione teorica, deve essere svolto da una persona esperta direttamente sul luogo di lavoro, sulle attrezzature reali. L'art. 37 comma 5 richiede che sia tracciato in un registro addestramento.
Questo registro deve indicare chi ha addestrato, chi è stato addestrato, su quali macchine o attrezzature, e quando è avvenuto l'addestramento.
Chi conserva la cartella sanitaria e per quanto?
L'originale della cartella sanitaria conservazione resta presso il datore di lavoro per almeno dieci anni, come stabilito dall'art. 25 del D.Lgs. 81/08. Il medico competente ne cura la gestione operativa.
Per capire nel dettaglio quali obblighi ricadono sul medico competente in materia di sorveglianza sanitaria, è utile la guida sugli obblighi del medico competente.
Chi conserva i fascicoli dei corsi di formazione?
Il fascicolo del corso di formazione è conservato dal soggetto formatore, non dall'azienda, per almeno dieci anni, in formato cartaceo o elettronico. Lo chiarisce la FAQ sull'Accordo Stato Regioni del Ministero del Lavoro.
Il fascicolo contiene dati anagrafici dei partecipanti, registri presenze, programma del corso, nominativi dei docenti e verbali di verifica finale, come indicato anche dall'Accordo formazione salute e sicurezza sancito in CSR.
Quali verifiche periodiche degli impianti vanno documentate?
Impianti elettrici, messa a terra, dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche e attrezzature soggette a verifica periodica generano verbali o rapporti di verifica. Questi documenti vanno conservati in azienda e messi a disposizione in caso di controllo.
La frequenza e il tipo di verifica dipendono dalla specifica attrezzatura e dal settore: per un quadro generale su come organizzare i controlli in una PMI, può essere utile la guida sulla sicurezza aziendale per PMI.
Dove si tiene il DVR?
Il DVR si conserva nell'unità produttiva a cui si riferisce, come stabilito dall'art. 29 del D.Lgs. 81/08. Se l'azienda ha più sedi, ogni unità produttiva deve avere il proprio documento, coerente con i rischi specifici di quel luogo di lavoro.
Non basta un unico DVR generico per tutta l'azienda se le sedi hanno attività e rischi diversi tra loro.
Test finale: dieci domande per controllare la propria azienda
Prima di chiudere, un titolare di PMI può chiedersi: il mio DVR ha data certa? È firmato da tutte le figure previste? È stato aggiornato entro i 30 giorni dall'ultima modifica rilevante? Esiste un verbale per l'ultima riunione periodica?
Il registro addestramento è compilato e aggiornato? La cartella sanitaria è conservata correttamente dal datore di lavoro? L'ente formatore ha rilasciato attestati coerenti con un fascicolo del corso conservato per dieci anni? Le verifiche periodiche degli impianti sono documentate? Il DVR è presente in ogni unità produttiva? Chi, in azienda, sa dove trovare ciascuno di questi documenti in pochi minuti?
I principali sono il DVR, il verbale della riunione periodica, il registro addestramento, la cartella sanitaria e gli attestati di formazione con relativo fascicolo del corso conservato dall'ente formatore.
Sì, il DVR deve avere data certa. Si attesta con la firma del datore di lavoro e, per maggiore solidità probatoria, anche di RSPP, RLS e medico competente, come previsto dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08.
L'originale della cartella sanitaria resta presso il datore di lavoro per almeno dieci anni, secondo l'art. 25 del D.Lgs. 81/08. Il medico competente ne cura la gestione operativa quotidiana.
Il fascicolo del corso è conservato dal soggetto formatore, non dall'azienda, per almeno dieci anni, in formato cartaceo o elettronico, come chiarito dal Ministero del Lavoro.
La valutazione dei rischi parte da subito, ma il documento scritto va redatto entro 90 giorni dall'inizio dell'attività, secondo l'art. 28 comma 3-bis del D.Lgs. 81/08.
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Fonti e riferimenti
- Valutazione dei rischi e DVR
- FAQ Accordo Stato Regioni
- Accordo formazione salute e sicurezza sancito CSR 17 aprile 2025
- DVR: cos'è e chi se ne occupa
- Obbligo di conservazione del fascicolo per 10 anni
- Riunione periodica art. 35 D.Lgs 81/08
- Obbligo di tenuta e conservazione del registro per la formazione
- Regione Sicilia, Circolare 10 giugno 2020, n. 4
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali