Il 22 settembre 2026 il presidente dell'INAIL Fabrizio D'Ascenzo ha presentato alla Camera dei deputati la Relazione annuale 2025. Il dato che fa titolo è doppio: le denunce di infortunio mortale sono in calo, mentre le denunce di malattia professionale hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 26 anni. Per il titolare di una PMI la seconda notizia è quella che chiede più attenzione, perché le malattie professionali nascono da esposizioni che durano anni e che la valutazione dei rischi dovrebbe intercettare per tempo.

📌 Punti Chiave

  • Infortuni 2025: 600mila denunce complessive (+1,2% sul 2024), di cui 519mila di lavoratori e 81mila di studenti.
  • Mortali in calo: 1.198 denunce con esito mortale, -3,3% rispetto alle 1.239 del 2024.
  • Malattie professionali: 98.312 denunce (+11,3%), il dato più alto degli ultimi 26 anni.
  • Muscolo-scheletriche: circa 70mila denunce, tre casi codificati su quattro.
  • Per il DVR: movimentazione manuale, posture e movimenti ripetuti meritano una verifica, insieme al ruolo del medico competente.

I numeri della Relazione annuale 2025

Secondo la notizia pubblicata dall'INAIL, nel 2025 le denunce di infortunio sono state 600mila, l'1,2% in più rispetto al 2024. Di queste, 519mila riguardano lavoratori (l'80% in occasione di lavoro e il 20% in itinere, queste ultime in crescita del 2,4%) e 81mila riguardano studenti.

Le denunce con esito mortale sono state 1.198: 1.189 lavoratori e 9 studenti. Il calo rispetto alle 1.239 del 2024 è del 3,3%.

I settori più esposti

Manifatturiero, costruzioni, sanità, trasporti e commercio raccolgono oltre il 70% delle denunce in occasione di lavoro della gestione Industria e servizi. Quasi il 60% dei decessi si concentra in costruzioni, manifatturiero e trasporti.

ℹ️ Da sapere: i dati della Relazione si riferiscono alle denunce presentate all'INAIL. Una denuncia non equivale a un caso riconosciuto: l'istruttoria può concludersi anche con un esito negativo.

Malattie professionali: 98.312 denunce

Le denunce di malattia professionale sono passate da 88.338 nel 2024 a 98.312 nel 2025, con un aumento dell'11,3%. L'INAIL sottolinea che è il dato più alto degli ultimi 26 anni e che quadruplica i valori del 2000.

Le patologie muscolo-scheletriche si confermano le più frequenti, con 70mila denunce, pari a tre casi codificati su quattro. I tumori, pur essendo numericamente inferiori ad altre patologie, sono invece la prima causa di morte tra i tecnopatici.

Il 2026 prosegue nella stessa direzione

I dati mensili confermano la tendenza. Secondo il comunicato INAIL dell'8 settembre 2026, nei primi sette mesi del 2026 le denunce di malattia professionale sono state 69.796, il 16,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell'orecchio restano le prime tre tipologie denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie respiratorie. Il Nord-Ovest registra un aumento del 18,1%.

Come leggere l'aumento

Il presidente D'Ascenzo ha spiegato che la crescita, favorita dall'azione dei patronati e dei medici certificatori, non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro. Secondo l'INAIL indica piuttosto un'emersione di casi che prima restavano sommersi, una maggiore consapevolezza delle tutele assicurative e l'ampliamento nel tempo delle patologie riconoscibili.

Per un'azienda questa lettura non cambia molto. Se i lavoratori sono più informati e i casi emergono di più, aumenta anche la probabilità che un disturbo legato alla mansione arrivi a una denuncia. A quel punto la domanda sarà se il rischio era stato valutato e se le misure di prevenzione erano adeguate.

⚠️ Attenzione: una malattia professionale si sviluppa spesso in anni di esposizione. Una valutazione dei rischi ferma da tempo, su mansioni che nel frattempo sono cambiate, è il punto debole più frequente.

Cosa significa per la valutazione dei rischi

L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 chiede di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. La valutazione non è un documento da archiviare: l'art. 29, comma 3, prevede che vada rielaborata, tra l'altro, in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza, a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

Sovraccarico biomeccanico

Dato il peso delle patologie muscolo-scheletriche, il primo controllo riguarda la movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI del D.Lgs. 81/08), i movimenti ripetuti degli arti superiori e le posture incongrue. Nel manifatturiero, nella logistica e in edilizia sono rischi presenti quasi ovunque. Ne abbiamo parlato nell'articolo dedicato alla prevenzione del sovraccarico biomeccanico.

Rumore, agenti chimici e cancerogeni

Le patologie dell'orecchio sono tra le prime tre tipologie denunciate e i tumori sono la prima causa di morte tra i tecnopatici. Per le aziende con esposizione a rumore, polveri, fumi o sostanze pericolose, conviene verificare che le misurazioni siano aggiornate e coerenti con i processi attuali.

Il ruolo del medico competente

Il medico competente collabora con il datore di lavoro alla valutazione dei rischi (art. 25 del D.Lgs. 81/08) e, attraverso la sorveglianza sanitaria, è spesso il primo a vedere i segnali di un problema. I dati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria sono uno strumento utile per capire se una mansione sta producendo disturbi ricorrenti. Approfondimenti nella nostra guida al medico competente e alla sorveglianza sanitaria.

💡 Consiglio: la riunione periodica (art. 35 del D.Lgs. 81/08, obbligatoria nelle aziende con più di 15 lavoratori) è un'occasione concreta per mettere sullo stesso tavolo i dati della sorveglianza sanitaria e il DVR, e decidere se una parte della valutazione va rivista.

Le domande da porsi in azienda

Per capire se la valutazione dei rischi è al passo, un titolare o un RSPP possono partire da alcune domande semplici:

  1. Quando è stata aggiornata l'ultima volta la valutazione della movimentazione manuale e dei movimenti ripetuti?
  2. Le mansioni descritte nel DVR corrispondono a quello che i lavoratori fanno oggi?
  3. Le misurazioni di rumore e agenti chimici riflettono macchine e processi attuali?
  4. Il medico competente ha segnalato disturbi ricorrenti in qualche reparto?
  5. I lavoratori hanno ricevuto informazione e formazione sui rischi specifici della loro mansione?

Se anche una sola risposta è incerta, è il caso di rivedere quella parte della valutazione. Per un percorso completo può essere utile la nostra checklist per il DVR.

Domande frequenti

Secondo la Relazione annuale INAIL presentata il 22 settembre 2026, le denunce sono state 98.312, l'11,3% in più rispetto alle 88.338 del 2024. È il dato più alto degli ultimi 26 anni.

Le patologie muscolo-scheletriche, con circa 70mila denunce nel 2025, pari a tre casi codificati su quattro. Nei dati dei primi sette mesi del 2026 seguono le patologie del sistema nervoso e dell'orecchio. I tumori sono la prima causa di morte tra i tecnopatici.

Secondo l'INAIL non necessariamente: l'aumento è attribuito soprattutto all'emersione di casi prima non denunciati, a una maggiore consapevolezza delle tutele e all'ampliamento delle patologie riconoscibili.

L'art. 29, comma 3, del D.Lgs. 81/08 prevede la rielaborazione, tra gli altri casi, dopo modifiche significative del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro, dopo infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

La vostra valutazione dei rischi è aggiornata?

Consultlario, con sede a Lecco, affianca le PMI nella valutazione dei rischi e negli adempimenti del D.Lgs. 81/08. Possiamo rivedere con voi le parti del DVR legate al sovraccarico biomeccanico e agli altri rischi per la salute.

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